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08 febbraio 2018

Anniversari di sogni sbiaditi

Quante speranze, allora, che un’Europa unita avrebbe portato un futuro migliore per noi e i nostri figli. Per noi che partivamo per i primissimi scambi Erasmus come astronauti per la luna.
Più di un quarto di secolo dopo possiamo ben dire che le speranze di quella generazione sono state tradite: il simbolo dell’Europa che è passata, forse troppo in fretta, dalla CEE all’UE non sono state la libertà e lo sviluppo economico che immaginavamo ma un mostro burocratico lontanissimo da noi cittadini e dai nostri bisogni.
Quali le prospettive dell’europeismo oggi? Francamente non saprei dirlo ma non so lo stesso smettere di crederci.

Per inciso, il Programma Erasmus fu creato nel 1987 ed io ottenni la mia borsa di studio per Tolosa nel 1988, primo studente dell’Università di Pavia ad attivare quello scambio. Per dire.

31 maggio 2014

Un sabato denso con finale cinematografico

Oggi pomeriggio ce ne siamo andati a vedere la nuova area pedonale di fronte al Castello Sforzesco, che a dire il vero ci ha un po' deluso. Tutto è costosissimo, le bancarelle non sono davvero un granché, poche e poco interessanti, perlopiù ciarpame cinese travestito da artigianato locale: questa la mia impressione. Sempre bello, invece, passeggiare tra le mura del castello e nei suoi bei cortili.



Per la serata, filmone al Plinius: Edge of tomorrow - Senza domani, che ci è piaciuto moltissimo. Spettacolare, sempre teso e adrenalinico. Vale davvero il prezzo del biglietto. Grazie ad M e K che hanno prenotato i posti più comodi e centrali che c'erano e ci hanno fatto compagnia!

13 aprile 2012

Da vedere: Eventi BE OPEN al Salone del Mobile

In occasione della Design Week milanese debutta BE OPEN – progetto multiculturale e think tank creativo, che ha scelto Milano come piattaforma di lancio e viaggerà poi in tutto il mondo in occasione degli eventi dedicati al Design. Artefice e fondatrice dell’iniziativa è Elena Baturina, imprenditrice, collezionista d’arte e mecenate russa (nel 2012 è rientrata nella classifica Forbes come la donna più ricca e influente di Russia).


Il programma prevede tre conferenze–tavola rotonda alle quali parteciperanno grandi nomi del design italiano e internazionale (Patricia Urquiola, Alberto Alessi, Elio Fiorucci - il 18 Aprile in mattinata - e tanti altri), un concorso per giovani creativi dove saranno messe in palio borse di studio e finanziamenti per l’avvio di start-up, nonché la mostra BE OPEN VERGE EXHIBITION – The Language of design in art che espone le opere dei più importanti artisti russi contemporanei, come il gruppo di designer Electroboutique, che mi piace molto.


La mostra è ospitata negli spazi dell’Università Statale di Milano e l’ingresso è libero.
Per partecipare alle conferenze, invece, è necessario registrarsi sul sito www.beopenfuture.com , dove le conferenze saranno anche trasmesse live in streaming.

04 settembre 2011

Saluti dal Trentino

Ieri, visita con passeggiata nel bosco a Forte Cherle, chiamato dagli austriaci Werk S. Sebastian, costruito tra il 1911 ed il 1913 nell'ambito del sistema di difesa predisposto dagli austriaci e comprendente sette fortezze corazzate disposte tra la Valsugana e la valle di Terragnòlo, dispiegate sull'altopiano di Vezzena - Luserna (forti Cima Vezzena, Busa Verlee Luserna), l'altopiano di Lavarone (Forte Belvedere-Gschwent) e l'altopiano di Folgaria (Forti Cherle, Sommo alto e Dosso del Sommo). Lo scopo dello sbarramento fortificato austro-ungarico degli Altipiani era duplice: evitare un'eventuale tentativo di avanzata italiana sulle città di Trento e Rovereto e creare un piazzaforte da cui lanciare un' offensiva verso il Veneto, come in effetti avvenne con la cosiddetta Offensiva di Primavera, conosciuta anche come Strafexpedition, nel maggio 1916. Maggiorni informazioni e dettagli, qui. Ecco un po' di immagini.

Guardando da San Sebastiano verso il Forte.


Guardando dal Forte verso San Sebastiano.


Finalmente in cima.


Resti della fortificazione.
Fuori.


Dentro.


Picnic.


Bellissima gita.

22 marzo 2011

Un sito da non perdere, ricco di testimonianze e materiali sulla mia amata Formazza

http://www.tornantieritornelli.com/index.php/it/val-formazza.html

09 ottobre 2008

Panorama sul Lago Maggiore

Questo è il panorama sul Lago Maggiore che si vede da casa di una persona che conosco.

Io abito a Saronno e adoro il Lago Maggiore: fatevi un po' i vostri conti di quanto possa rosicare...

09 novembre 2007

Saluti da Roma

Ieri visita in giornata nella capitale. Appuntamento da un potenziale cliente per una presentazione. Durante il viaggio in auto, attraversamento del Ponte Flaminio, progettato in epoca fascista, nel 1932, dall'architetto Armando Brasini ma completato solamente nel 1961. Lungo quasi 255 metri e largo 27, il ponte ha sette arcate di cemento armato ed è ornato "da mozzi cippi cilindrici ad imitazione di rocchi di colonne romane, cubi e parallelepipedi, nonchè da alte colonne terminanti in fanali a pigna": i cippi recano scolpite le tappe del percorso delle vie Flaminia e Cassia. Il ponte è davvero imponente, di gusto un po' "eccessivo", ma fa certamente la sua porca figura...




Per concludere in bellezza, il mio volo ha avuto oltre un'ora di ritardo e sono arrivato a casa alle 22,30.

09 ottobre 2006

Ieri gita a Somma Lombardo

Prima la castagnata nei boschi, poi la visita allo splendido Castello dei Visconti di San Vito, che consiglio a tutti di andare e visitare (da Aprile ad Ottobre). Riccamente decorato di affreschi in quasi tutte le sale visitabili, il castello conserva arredi originali in ottimo stato di conservazione.

Curiosissima la collezione di piatti da barba, che - a dispetto del nome - altro non erano che... dei piatti utilizzati dai barbieri per fare la barba ai loro signori senza sgocciolarli!

Uno tra i più bei castelli che io abbia mai visitato!













L'origine del vecchio castello é antichissima e pare risalga al IX secolo. Lo sviluppo dell'antica dimora viscontea in più vaste proporzioni abitabili e di residenza, lo si ebbe a partire dall'anno 1448, quando i fratelli Francesco e Guido Visconti, per sfuggire ai contrasti con la repubblica Ambrosiana, si rifugiarono nella loro vecchia proprietà di Somma, ricevendo giuramento di fedeltà, in forma solenne, da tutti gli uomini di Somma e loro dipendenti, sulla piazza antistante il castello.
Nel giro di pochi anni la nobile dimora venne in gran parte ricostruita, ampliata e contornata da fossati per cui necessitò la demolizione della canonica e della chiesa di S. Agnese, sia per guadagnare spazio che per fortificare la nuova residenza dei Visconti.

www.castelloviscontidisanvito.it

La sera, poi, cena dai nonni e tagliatelle in diretta!

31 agosto 2006

23 gennaio 2006

Una gita a Santa Caterina del Sasso Bàllaro

A mio parere - e di certo nei miei ricordi - Santa Caterina del Sasso è di gran lunga il luogo più ricco di bellezza e fascino di tutta la sponda lombarda del lago Maggiore.

Si può raggiungere in macchina da Angera, proseguendo in direzione di Ispra/ Leggiuno: prima di arrivare a Reno troverete una strada sulla sinistra, che vi porterà al parcheggio dove inizia la discesa a zig zag verso l’eremo di Santa Caterina, qualche centinaio di gradini più in basso.

Ma è tutta un’altra storia se arrivate in battello, stagione permettendo. L’avvicinamento al monastero avverrà poco per volta, svelandovi istante dopo istante nuovi dettagli e stupefacenti particolari di questo gioiello incastonato tra le rocce a picco sull’acqua. Il minuscolo porticciolo dove attraccherete è stato l’unico modo per accedere al monastero nei primi secoli della sua esistenza. Potete trovare gli orari dei battelli su www.navigazionelaghi.it/

La leggenda della nascita del santuario è narrata da Piero Chiara ne “La stanza del Vescovo”.
(...) Durante la traversata raccontai a Matilde la storia del Beato Alberto Besozzi che si era fatto eremita alcuni secoli prima sulla roccia a picco di fronte a noi, dopo essere scampato all'annegamento durante un nubifragio, proprio nelle acque che stavamo navigando.
"Il Beato Alberto" dissi "prima del nubifragio era un mercante, o meglio un usuraio che andava facendo i suoi affari nei paesi del lago. Un giorno fu preso dalla tempesta e il suo navicello si rovesciò. Riuscì a raggiungere la riva a nuoto, al piede di quella parete rocciosa. Veniva da Intra, dove aveva guadagnato, speso, trovato donne, amici e nemici. Tornava a casa, dove forse aveva una moglie e dei figli. Il naufragio gli aprì gli occhi. Basta, deve aver detto, non ho più voglia di lottare. Sto qui a mangiare alborelle e insalata. Infatti non si mosse più dalla grotta nella quale si era rifugiato. I pescatori gli portavano il pesce, i contadini gli calavano la verdura dall'alto della rupe e nessuno gli rompeva le scatole. Certe volte" conclusi " penso anch'io di farmi eremita, di ritirarmi in qualche luogo remoto, fuori dalle contese e soprattutto dagli inganni del mondo". (...)

Secondo la leggenda, il Beato Alberto costruì una cappella dedicata a Santa Caterina, oggi visibile sul fondo della chiesa. La cappella, che risale al XII secolo, fu presto affiancata da altre due chiese, la cui esistenza è testimonata fin dal XIV secolo; la prima era dedicata a San Nicola (una parte fu poi utilizzata per costruire il transetto dell’edificio maggiore), la seconda a Santa Maria Nuova (di questa non resta più alcuna traccia). L’attuale aspetto degli edifici è dovuto agli interventi compiuti nel Cinquecento per unificare le tre chiese in un'unica costruzione.

Dal XIV al XVI secolo il monastero crebbe in importanza e ricchezza. Dal XVII secolo, ma soprattutto a partire dall’Ottocento, il complesso conobbe fasi di decadenza e abbandono, alternate a brevi periodi di maggiore prosperità. Oggi, dopo lunghi e complessi lavori di restauro e di consolidamento sostenuti dalla Provincia di Varese, il monastero, affidato alle cure di monaci (benedettini o domenicani, non ricordo), è tornato ad essere meta turistica e religiosa.

Il restauro ha valorizzato frammenti di affreschi molto belli e tutta l'articolata struttura architettonica, ma è la straordinaria collocazione nel paesaggio e la vista che si gode dalle sue balconate ciò che rende particolarmente affascinante questo monastero.


Entrando nell’eremo, si incontrano dapprima il convento meridionale (XIV-XVII secolo) con interessanti affreschi nella sala del camino, poi il conventino (XIII secolo) e infine la chiesa, che ingloba al suo interno la cappella di Santa Caterina.

L'ingresso alla visita è gratuito.

Bibliografia minima: Annie Veschambre - Lago Maggiore: Piemonte, Lombardia, Svizzera – Macchione Editore, Varese - 2003

Questo contributo è stato pubblicato anche su:
http://italia.wikicities.com/wiki/Santa_Caterina_del_Sasso_B%C3%A0llaro

13 gennaio 2006

Una necessaria gita in Val Formazza, ad Antillone

A proposito di assenze, a me mancano "i posti": mi sento molto legato ad alcuni luoghi, come appunto la Val Formazza.
Con il nome "Val Formazza" viene indicato l'alto bacino d'impluvio del fiume Toce, immissario del Lago Maggiore, dallo spartiacque eretto a confine tra la Svizzera e l'Italia, alle gole delle Casse: si tratta della valle che occupa l’estremità nord del Piemonte.
È zona di alta montagna, ricca di ghiacciai, rupi e corsi d'acqua e bacini. Fa parte della provincia di Verbania. All’imbocco della valle si trova il sentiero che porta al Lago di Antillone, meta ideale per una gitarella con brevissima passeggiatina (15 minuti) in uno scenario ricco di suggestioni.

IL LAGO DI ANTILLONE

Parcheggiata l’auto a Fondovalle, si riscende verso Domodossola e dopo poche centinaia di metri si trova sulla destra una larga strada sterrata, percorribile
anche in mountain bike.

La stradina si snoda attraverso un magnifico bosco di faggi, larici ed abeti, conducendo in pochi minuti al lago di Antillone (Puneiga, nel dialetto walser), circondato di betulle, ed all’omonimo villaggio, sovrastato dalla piccola chiesetta del XV secolo.




Il piccolo santuario dedicato alla Visitazione di Maria è ancora meta di processioni annuali, o almeno credo.







All’interno è conservato un affresco seicentesco che rappresenta una processione di fedeli verso l'ospizio del S. Gottardo, attraverso il passo del Gries.









Numerose cappellette ed edicole religiose punteggiano il cammino, alcune delle quali sono state restaurate nel corso degli ultimi anni, precisamente dal mio amico U.








Per approfondimenti:
http://www.pomatterlauf.it (nella sezione Frazioni c’è un’ampia parte su Antillone).
http://www.comune.formazza.vb.it/ComHome.asp
http://www.valformazza.it

Andateci!