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08 febbraio 2018

Anniversari di sogni sbiaditi

Quante speranze, allora, che un’Europa unita avrebbe portato un futuro migliore per noi e i nostri figli. Per noi che partivamo per i primissimi scambi Erasmus come astronauti per la luna.
Più di un quarto di secolo dopo possiamo ben dire che le speranze di quella generazione sono state tradite: il simbolo dell’Europa che è passata, forse troppo in fretta, dalla CEE all’UE non sono state la libertà e lo sviluppo economico che immaginavamo ma un mostro burocratico lontanissimo da noi cittadini e dai nostri bisogni.
Quali le prospettive dell’europeismo oggi? Francamente non saprei dirlo ma non so lo stesso smettere di crederci.

Per inciso, il Programma Erasmus fu creato nel 1987 ed io ottenni la mia borsa di studio per Tolosa nel 1988, primo studente dell’Università di Pavia ad attivare quello scambio. Per dire.

12 febbraio 2014

Arrivederci Freak

Oggi è morto Roberto "Freak" Antoni, leader carismatico e geniale degli Skiantos. Il loro album MonoTono, punk e demenziale, è stato un pilastro della mia formazione di teenager. Spero un giorno di avere il tempo di parlarne più diffusamente, di quel periodo e della musica che si ascoltava.
Spero anche che il buon Freak prosegua a fare casino anche dove si trova adesso, dimostrando finalmente che non è vero che non ci sia gusto in Italia ad essere intelligenti di fronte a un consesso più qualificato.

Io ho passato la serata con i miei ragazzi, tra compiti, ravioli di magro e crostatine di frutta e cioccolato. Un bacio a voi, ragazzi miei belli.

09 settembre 2008

Ricordo di Lucio Battisti a 10 anni dalla scomparsa

Nel 1976 avevo 11 anni e frequentavo la II media. Verso primavera venne pubblicato "Ancora tu". Io avevo una radiolina bianca, a transistor, che mi era stata regalata da poco. Cercavo di captare le prime radio che trasmettevano in FM e divenni un affezionato ascoltatore di quella che allora si chiamava Radio Studio 105 (cosa della quale ho già accennato qui). Ma questa è un'altra storia.
All'inizio non capivo bene se questo pezzo di Battisti mi piacesse o meno, ma verso l'autunno mi decisi a comprare il 45 giri. Inutile dire che nei mesi successivi lo ascoltai allo sfinimento! Ricordo persino che l'anno successivo, quando ci portarono in gita a Parigi (!), lo prestai ad una mia compagna di classe per registrarlo su una cassetta, che poi fece da colonna sonora alla nostra mitica visita alla ville lumière (insieme a "Dancing Queen" degli ABBA e altre canzoni che non ricordo più).

Più tardi, poi, nel 1978, quand'ero al ginnasio, uscì "Una donna per amico", che diventò uno dei miei album preferiti di tutti i tempi.

Ecco qua il mio ricordo di Lucio Battisti a 10 anni dalla scomparsa.

26 marzo 2008

Fiocca la neve fiocca

"Fiocca la neve fiocca
che ci riscalda con i suoi raggi."

Così diceva una vecchia e buffa poesia che lessi da bambino sul Corriere dei Ragazzi (che se non ricordo male era un settimanale legato al Corriere della Sera). Fatto sta che la copertina qui sotto, che risale al 1972, io me la ricordo benissimo. E non so se sia il caso di essere contenti, per aver ritrovato un ricordo, o tristi, per il troppo tempo che è passato. Meglio contenti, mi sa.



Ciao, Teo

06 settembre 2007

Cose che non rivedremo

No, non intendo parlare di sesso, se è questo che pensavate. Vorrei, invece, lasciarmi andare al ricordo di un elettrodomestico (forse sarebbe meglio dire elettrobarestico) che è stato senz’altro protagonista della mia infanzia e giovinezza e che ora non esiste più, perlomeno nella sintesi di forma e sostanza che conoscevamo: il juke-box.
Secondo Wikipedia, “Il juke-box è un macchinario che riproduce canzoni in base alla scelta del cliente, che avvia la selezione inserendo una moneta nella macchina. È di solito composto da un armadio diviso orizzontalmente in due ripiani, dei quali il superiore ha una grossa lastra di plexiglass o vetro, che mostra il meccanismo interno di selezione dei dischi e di giradischi; in quella inferiore trova posto il controllo delle monete, la cassaforte e il sistema elettrico di selezione”.

Secondo 45Mania.it, “La Seeburg fu la prima società (americana) a scommettere sui 45 giri (prima ci andavano i 78 giri) e nell'ottobre del 1950 creò l' M100B, il primo juke-box funzionante con i microsolco a 45 giri - mia grande passione. I juke-box, che già dalla metà degli anni '50 utilizzano la tecnologia stereofonica (in notevole anticipo sui dischi, che per molti anni ancora, invece, saranno solo monofonici) diventano diffusissimi in tutto il mondo negli anni ’60: non esiste bar degno di tale nome che non ne abbia installato uno. Fra il 1950 ed il 1965 vengono costruite le più belle macchine del dopoguerra. La meccanica a vista affascina gli utilizzatori tanto quanto l'ascolto del disco preferito. In Italia gli stabilimenti balneari sono invasi da queste macchine che per tutta l'estate funzionano ininterrottamente, per la gioia di molti e la disperazione di pochi. Nasce addirittura una manifestazione popolarissima (il Festivalbar) che farà proprio del juke-box lo strumento principale per decretare la canzone più gettonata e quindi più gradita di tutta l'estate canora. Il juke-box degli anni '70 è completamente diverso da quello del decennio precedente. La meccanica, purtroppo, spesso non risulta più visibile ed il design appare notevolmente semplificato. La fine del 45 giri causa indirettamente anche il declino di queste affascinanti macchine, superate dai nuovi modi di ascoltare e diffondere la musica. La Rock-Ola e la Wurlitzer hanno, comunque, continuato a produrre juke-box basati sulla tecnologia digitale dei CD, ma con scarsi risultati in termini di diffusione”.

Sono stato un grandissimo utente di juke-box per tutta la mia vita, fino alla loro definitiva scomparsa. Ogni volta che ne vedevo uno, non potevo impedirmi di tirar fuori di tasca 50 lire per 1 canzone o 100 lire (5 centesimi di Euro) per 3 canzoni, per selezionare la mia musica preferita del momento.
Bisogna considerare che a quel tempo le “radio libere” in FM muovevano i primi passi e i vari segnali si potevano ricevere solo in un raggio limitato di distanza dalla sede delle trasmissioni. Ad esempio, io nel 1977 ero un “novantanoviano” vale a dire ascoltavo Radio Studio 105, che trasmetteva sui 99 mhz: ma questa è tutta un’altra storia.
Fatto sta che quando ci si trovava in un bar con amici era normale fare ricorso al juke-box, immancabilmente presente, per accompagnare con la sua base musicale lo scorrere del tempo. Tra l’altro, se eri un po’ sgamato, come me che di musica me ne interessavo parecchio, potevi pure cercare di fare colpo sulle ragazze, selezionando i brani meno conosciuti, ma non per questo meno belli, mettendo in mostra la tua straordinaria sensibilità musicale... Ovviamente a quel tempo non cuccavo alcunché, ma speravo parecchio...

Ho un ricordo, in particolare, dei lunghi pomeriggi passati in Formazza ai tavoli del vecchio Corno Brunni (pre-restyling) ad ascoltare musica facendo le parole crociate e chiacchierando con gli amici. Ricordo, in particolare, l’estate del 1980: selezionavo sistematicamente Controllo Totale di Anna Oxa, Luna di Gianni Togni e L’era del cinghiale bianco di Franco Battiato (che, malgrado fosse dell’anno prima, continuava a trovare posto nel juke-box).
[Il precedente era stato l’anno di Michele Pecora con Era lei, qualcuno se lo ricorda?]

Il ricordo più vecchio che, però, ho risale ai miei 7 anni del 1972, quando sentivo Io vagabondo dei Nomadi in un juke-box di Macugnaga, forse la prima canzone cha abbia mai selezionato, a quel tempo con l’aiuto di mammà.

Bei ricordi.