23 giugno 2008

Aujourd'hui je suis trés heureux

Merci à Anne-Marie, directement du 1989.

22 giugno 2008

Un fine settimana torrido

Sabato, per cercare di sfuggire al caldo, abbiamo organizzato una gitarella ad Arona.


Pomeriggio a Busto, a festeggiare coi nonni il compleanno della mamma.


La fuga dal caldo di sabato non essendoci riuscita, oggi ce ne siamo andati in Formazza. Questo giglio selvatico era proprio lì, nel bel mezzo di un prato, che ci guardava.


Poi, grigliata con amici a Fondovalle e pomeriggio tranquillo, al fresco. Rientro a casa con 33 gradi per l'ora di cena, in tempo per vedere l'Italia uscire dagli europei. Amen.

19 giugno 2008

Ieri, evento Web 2.1

Ieri verso sera abbiamo incontrato un po' di clienti e amici presso la nostra bellissima quasi-ex-sede. La presentazione è stata molto interessante e puntuale, con Gianni speaker eccellente ad affabulare l'audience. Lui stesso parla dell'incontro qui. La sua presentazione può essere "vista" qui.
Che cosa aggiungere: sono orgoglioso di essere parte di queste esperienze di web marketing, di cui TuttoVitamine non rappresenta che la punta dell'iceberg. Tanti sono i progetti che abbiamo realizzato in questi ultimi anni, molti quelli ai quali ho contribuito direttamente. Spero di farne ancora tanti altri, perché la cosa più bella è che facendoli mi sono anche divertito (anche se magari non proprio semprissimo...).

18 giugno 2008

E' morto Mario Rigoni Stern

"Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato da tempo, è mancato lunedì 16, alla sera. I funerali si sono svolti ieri, in forma strettamente privata, nella piccola chiesa del centro dell'altopiano. C'erano la moglie Anna, i tre figli con i due nipoti ed il fratello Aldo dietro la bara, Nella cappella non più di 10 persone. Nessuna autorità e nemmeno amici del celebre autore autore del 'Sergente nella neve'.
Mario Rigoni Stern ha scritto pagine indimenticabili sulle sue montagne che amava e conosceva profondamente e ha raccontato in uno dei romanzi più letti del secolo scorso, la tragica ritirata degli italiani in Russia. "Il sergente nella neve", tradotto in diverse lingue e utilizzato in tutte le scuole italiane come testo di lettura, è una storia straordinaria frutto dell'esperienza personale dell'autore che partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare vivo. (...)
Rigoni Stern era nato ad Asiago il primo novembre del 1921. L'infanzia trascorsa nelle malghe dell'Altipiano, tra la gente di montagna, a contatto con i pastori, lui, Mario, una famiglia numerosa e di tradizione commerciale. Alpino, per scelta quando si arruola volontario alla scuola militaree di Aosta e la guerra non è all'orizzonte, viene chiamato alle armi nel '39 e la sua vita cambia per sempre. Impegnato nel fronte albanese, poi in quello russo, sperimenta la tragedia della ritirata, dell'abbondanono e della morte nella gelida neve e poi della deportazione. Ritorna, dopo due anni di lager, nel '45 all'Altipiano, e comincia a riversare nella scrittura la tragedia che ha vissuto in prima persona. 'Il sergente nella neve' lo pubblica grazie ad Elio Vittorini che lo segnala ad Einaudi. Negli anni '60 arrivera' poi 'I recuperanti' sceneggiatura per il film di Ermanno Olmi. Ma è lungo il silenzio tra 'sergente' e le altre opere. I racconti naturalistici de 'Il bosco degli urogalli' arrivano nel 1962. Tanti poi i suoi lavori e i suoi scritti apprezzati da critica e pubblico.'

Così riporta la notizia il sito de La Repubblica.



Pochi sanno del soggiorno che Rigoni Stern fece, nel 1939, nella "mia" amatissima Formazza. Così riporta nel racconto "L'ultima partita a carte", in "Racconti di guerra", Einaudi (2006).
"Dopo la metà di dicembre partimmo per il corso sciatori. La sede era stata scelta in Alta Val Formazza, a Forkulti, a più di duemila metri, a qualche chilometro dal confine con la Svizzera. Venimmo alloggiati nelle baracche degli operai che avevano lavorato alla costruzione delle dighe che, con l'invaso, avevano sommerso una frazione di Ponte. [Ndr: credo si tratti di Morasco]
Lassù per quaranta giorni fummo solo con la montagna."
Il racconto dell'avventura formazzina poi prosegue. Mi piace pensare di aver qualcosa in comune con lui. Così voglio ricordare Mario Rigoni Stern, che è stato capace davvero di farmi emozionare e commuovere con i suoi splendidi libri e mi ha aiutato a capire l'assurdità della guerra, insieme alla bellezza immensa e assoluta della montagna.

Postilla
Aggiungo che, per una strana coincidenza, oggi è morta anche l'attrice e danzatrice americana Cyd Charisse, di cui avevo parlato qui. Strana la vita.

17 giugno 2008

Una visita guidata (Alan Bennett)

Mi è capitato recentemente di leggere un minuscolo libercolo, scritto da un autore che mi piace molto, l’Alan Bennett di Nudi e Crudi (2001) e La cerimonia del massaggio (2002). Si tratta del testo di una conferenza del 1993, in cui l’autore parla del proprio rapporto con la pittura e con l’arte. Mi è piaciuto, perché affronta un tema che mi interessa molto, quello del rapporto tra individuo e arte. Dice, tra molto altro:
“Se da giovane mi avessero chiesto di esprimere a parole la mia reazione di fronte ai dipinti, avrei detto che mi piacevano quelli che emanavano una sorta di aura. L’aura è ciò che mi spingeva ad attraversare una stanza per andare a guardare un quadro e (lo dico con qualche imbarazzo) mi faceva venir voglia di portarmelo a casa. (...)
Tecnicamente (...) l’aura ha spesso a che fare con le numerose stesure di colore, che danno profondità al dipinto. A volte si deve al fatto che i toni cromatici sono molto vicino tra loro; in ogni caso, io posso solo dire che quando la vedo la riconosco. Lo so che sul piano intellettuale questo criterio vale poco e non è comunicabile, ma per fortuna (...) in [uno] scorcio degli anni Sessanta mi resi conto che la pittura si può apprezzare da un’altra prospettiva. E fu così che cominciai ad interessarmi alla storia dell’arte. (...)
Scoprire (...) che i dipinti potevano essere decodificati [(...) grazie all’iconografia, che consiste nel dischiudere i significati di un’immagine (...)], che erano anche esperienze intellettuali e non solo estetiche mi confortò parecchio. (...)”
Ecco, io mi sento un po’ così: fermo all’aura.

E ancora:
(...) Guardare quadri è uno strano miscuglio di pubblico e privato. È una cosa pubblica ma non collettiva - come ad esempio può essere il teatro. Siamo felici quando andiamo a teatro e lo troviamo pieno, ma preferiamo che un museo sia, se non completamente vuoto, almeno non affollato. Perché se il luogo è pubblico, l’esperienza è privata; le altre persone non vi contribuiscono come accade, invece, a teatro o al cinema. Al museo non si fa parte di un pubblico o di una comunità. Può essere piacevole aver qualcuno con cui condividere la visione di un quadro e magari parlarne, ma nessuno vuole andare oltre. (...)”
Su questo sono proprio d’accordissimo.

Alan Bennett, Una visita guidata, Adelphi 2008

16 giugno 2008

Italia-Francia 2-0

Ieri sera è venuto a cena Marcello ed i bimbi hanno preparato la torta, propiziatoria per la vittoria italiana.

15 giugno 2008

E così le nostre vacanze sono finite

Ieri mattina abbiamo raccolto i nostri bagagli e lasciato, senza rimpianti, il Villaggio Turistico Tibiceco di Pedàso, davvero inadatto agli amanti del silenzio. L'ho già accennato ma lo ripeto: a valle strada statale più ferrovia (trafficata), a monte autostrada. Naturalmente dal sito internet è impossibile capire dove il villaggio sia locato, ma tant'è...
Abbiamo passato la mattina a fare il giro del promontorio del Conero, davvero bellissimo, fermandoci a fare il bagno nella bellissima spiaggia Urbani di Sirolo, "una incantevole spiaggia di ghiaia e sassi a forma di mezzaluna, incastonata fra una grotta e un'alta rupe protetta da una barriera semicircolare di scogli. L'odore pungente dei pini, l'arenile vasto e attrezzato con stabilimeti balneari, le acque pulite, fanno di questa baia un angolo unico, premiato più volte dalla Bandiera Blu."


Anche il panorama dall'alto vale la pena di essere visto.


Poi, nel pomeriggio ci siamo trasferiti a casa del mio amico Paolo, che ha lasciato la vita di città per aprire con la sua compagna Lizzie un Bed & Breakfast nei pressi di Urbania. Il posto è davvero stupendo, immerso nel verde e nel silenzio in cima ad una collina: invito tutti ad andare di persona a visitarlo!


Io e Paolo, poi, non ci vedevamo da una ventina d'anni e siamo stati davvero felici di poterci riabbracciare. Ricordi a fiumi. Che bellezza.


Spero di poterne riparlare prestissimo.

13 giugno 2008

Saluti da Loreto

Non accenna a smettere di piovere, se non per brevi momenti, per cui stamattina siamo andati in gita a Loreto.


12 giugno 2008

Saluti dalle Grotte di Frasassi

Da ieri pomeriggio continua a piovere, ma noi non ci siamo certo persi d'animo. Oggi, anzi, abbiamo fatto una gita stupenda, cominciata la mattina con la visita alle fantastiche e monumentali Grotte di Frasassi. Davvero da restare a bocca aperta.



Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata fini all'altrettanto meraviglioso Eremo di Santa Maria infra Saxa (dell'XI secolo) e al Tempietto del Valadier (dell'800), che si trova incastonato nella medesima grotta nella montagna.






Prima di ripartire, visita finale all'Abbazia di San Vittore alla Chiuse, splendido esempio di romanico puro a pianta centrale a croce greca. Annesso, museo speleo-paleo-archeologico.

11 giugno 2008

Saluti da Fermo

Oggi pomeriggio, dato che pioveva di nuovo, abbiamo fatto un salto allo spaccio di Tod's e Hogan, dove Giolo e Giomo si sono comprati un bellissimo paio di scarpe rosse.
Poi, visita turistica a Fermo, antico borgo davvero bello.

10 giugno 2008

Saluti da San Benedetto del Tronto

La visita al paese ci ha deluso, ma abbiamo giocato in spiaggia e ai giardinetti.

09 giugno 2008

Saluti dalle Marche

Il villaggio che abbiamo scelto via Internet non è un granché, schiacciato com'è tra la Statale Adriatica e la ferrovia da una parte e la collina dall'altra. La nostra villetta è carina, ma la spiaggia è davvero un fazzolettino.


Giolo ha costruito una trappola di granchietti schiattati per Indiana Jones.


In compenso, per non farci mancare niente, oggi Giometti è caduto in piscina e si è procurato una lacerazione al cuoio capelluto. Pomeriggio al pronto soccorso e tre punti in testa.


Però i due bimbi alla fine erano contenti lo stesso, perché hanno rimediato un bel regalone da Toys.
Io sono invecchiato di altri 10 anni, soprattutto quando hanno messo i punti al bambino senza anestesia: lui, però, è un vero duro e non ha versato nemmeno una lacrima. Bravo Giomo!

06 giugno 2008

Saluti da Varese

Stamattina sono stato a Varese per una riunione di lavoro. Sono arrivato un po' in anticipo, così ho avuto il tempo di farmi un giro per i portici del centro e prendermi un buon caffè.


E' stato piacevole e domani si parte.
A presto...

05 giugno 2008

Gita di fine anno all'Archeopark di Boario Terme

Ieri la classe di Giolo è andata in gita all'Archeopark di Boario Terme.





La visita è stata nello stesso tempo istruttiva e molto divertente. Assistiti dagli insegnanti e dagli animatori, i bimbi hanno potuto usare il trapano a volano e quello ad arco inventati migliaia di anni fa, macinare il grano, fare frottages di incisioni su roccia e misurarsi nel tiro con l’arco. Ecco un po' di foto originali scattate da Giolo in persona.





Malgrado il tempo, davvero una bellissima giornata! E, sulla strada del rientro, non sono mancate le occasioni di divertirsi, facendo le facce!

04 giugno 2008

Una gita a Minoprio

Ieri, gita alla Fondazione "Centro Lombardo per l'incremento della Floro-Orto-Frutticoltura" di Minoprio per la classe di Giometti.


La Fondazione Minoprio usufruisce di una tenuta di circa 60 ettari costituita da un parco storico, agricolo e naturalistico, di proprietà della Regione Lombardia. Nell'ambito della tenuta, oltre la villa ed il parco storico, sono ubicati:
- Il centro scolastico comprendente l'edificio principale con le aule, i laboratori didattici, la biblioteca, l'emeroteca, sale lettura e ricreative; il convitto; la mensa; la palestra e i campi sportivi.
- Le strutture produttive costituite da 2.100 mq di serre, 1.200 mq di tunnel, 270 mq di ombrari, 2 ha di vivaio, orti distribuiti su 1.000 mq di serre e tunnel e 2 ha di appezzamenti, 20 ha di frutteto con vecchie e nuove varietà di pomacee, drupacee, piante sarmentose, frutti secchi, kaki, frutti minori.


Qui i bimbi hanno potuto sperimentare direttamente, invasando ciascuno una propria piantina: Giometti ha portato a casa un bellissimo vesetto con un sedano.

02 giugno 2008

Non mi pare ci sia molto da festeggiare, purtroppo

Il 2 e 3 Giugno 1946 un referendum sancì la fine della monarchia in Italia e l'avvento della repubblica.


Speriamo che duri ancora a lungo.

31 maggio 2008

Saluti da Vigevano

Stamattina non sapevamo bene cosa fare e così abbiamo deciso di fare una gita a Vigevano. La città è molto bella, la piazza con i portici sembra quasi simboleggiare un abbraccio al visitatore che dal sagrato della chiesa rivolge ad essa il proprio sguardo.


Affascinanti le strutture del castello, che nella mia infanzia non si poteva visitare mentre ora è parzialmente aperto.



Una gita che consiglio senz'altro. Qualche info qua.

30 maggio 2008

Una mazzata di tecnologia (Stefano benni)



Tutto è tornato tranquillo, o quasi. La fame di novità degli italiani è saziata. Ci hanno rifilato lo stesso governo che ha già fallito per due legislature, le stesse persone, con qualche ritocco di lifting. L’informazione di destra, farcita di miliardi statali e soldi di Silvio, può riprendere a sgomitare per occupare cariche e palinsesti televisivi. L’informazione di quasi-sinistra, dopo un attimo iniziale in cui si prometteva una dura autocritica e rinnovamento, può tornare a occuparsi di vicepresidenze, dei suoi intellettuali-spot e del gossip. Il riapparire di qualche saluto fascista, la Lega che con l’otto per cento si comporta come avesse l’ottanta per cento, la sparizione di qualche vecchio democristiano, la promessa di cacciare via centomila immigrati. Queste le misere novità. Ma nel complesso, tutto è tornato vecchio e senza futuro, come previsto.
Ma se la politica è sempre più vecchia, dove si incarna, allora, la fame di nuovo del paese?
Ma diavolo, nella tecnologia! Abbiamo metà degli italiani con la sola licenza media, ma il cento per cento di telefonini. Basta salire su un treno per accorgersi di questa escalation verso il futuro.
Vi sedete e tirate fuori il computer. E’ un portatile vecchio di tre anni, non l’ultimo modello, ma ne siete orgoglioso. Ed ecco che davanti a voi un ragazzotto, con un ghigno, ne tira fuori uno più piccolo e sottile, e inizia a sorbirsi un film, guardando il vostro computer come se guardasse una clava.
Ma anche per lui, c’è una brutta sorpresa. Nel sedile vicino si siede un signore stile manager, che parla al telefonino con l’auricolare. E mentre parla, estrae un computer sottile come un velo, la metà di quello del ragazzotto.
Con aria trionfale, si mette a lavorare e ci guarda con superiorità e compatimento.
Non è finita. Arriva un uomo grasso e sudato, con una valigia di un quintale che sistema in mezzo al corridoio. Tutto in lui è colossale, smodato, eccessivo. Ma dalla sua tasca ecco apparire un gioiello di sette centimetri per dieci, un computer-telefono-multifunzioni-polisex.
L’omone inizia a sfiorarlo con le dita e ci guarda: in un attimo siamo diventati tre pitecantropi cibernetici, tre residui del passato. Il manager e il ragazzotto sembrano sul punto di piangere.
Insomma, la gara tra gli italiani, ormai è a chi ce l’ha più piccolo. Un ribaltamento completo delle retorica del macho latino.
Inizia la conversazione. L’omone dice che ha comprato il computer che si chiama e-y 67 alien, o qualcosa di simile, a Miami, ma non è l’ultimo modello e aspetta che esca il nuovo.
Il manager si lamenta che in un paese civile bisognerebbe potersi collegare a internet in qualsiasi luogo, treno o aereo, e lui perde un sacco di tempo disconnesso (non si capisce se si riferisce al cervello o al web).
Il ragazzotto dice che il problema non è la tecnologia ma che nessuno sa usarla e poi ormai il telefonino ce l’hanno anche i rumeni.
In quel momento irrompe una signora. Sta parlando ad alta voce con tono alterato. Ormai è difficile distinguere un telefonatore con auricolare da un matto che parla da solo. Purtroppo è il primo caso.
Entra, fa spostare tutti e intanto continua a parlare delle gesta di una certa Matilde.
Poi si siede, sbuffa e ci guarda. E estrae qualcosa dalla borsa. Il momento è di grande tensione.
La signora esibisce un oggettino rotondo con la circonferenza di cinque centimetri. Tutti impallidiamo. Per fortuna non è un mini-computer, è un portacipria. La signora si rassetta il naso e riprende a telefonare.
A voce alta, fa saper a tutto il vagone che quella porca di Matilde le ha trombato il marito alla pensione Sole di Riccione e lei lo ha scoperto da un messaggio al telefonino. Parla urlando. Allora il ragazzotto alza al massimo la musica del computer. Il manager si mette le cuffie e si isola. L’omone, ricomincia a carezzare il suo e-y 67 alien.
Passa un bambino di sette anni con un videogioco, cammina come in trance e urta in tutti i sedili. Mi ricordo che mio figlio, a quell’età, per giocare ai videogiochi doveva portarsi dietro uno scatolone di dieci chili.
Ecco, penso, non è vero che in Italia non c’è il nuovo, e non c’è futuro.

Stefano Benni

Pubblicata su libération.fr il 17 Maggio 2008.
Si può trovare anche qua.

28 maggio 2008

Evento Sapere & Salute

Sapere & Salute è una rivista bimestrale di educazione sanitaria, prevenzione ed automedicazione, realizzata dall'Editore Giornalidea per Bayer e distribuita gratuitamente in circa 7.000 farmacie (700.000 copie). Con l’obiettivo di coinvolgere nel progetto gli stakeholder delle differenti aree di business che compongono Bayer Healthcare, ci è stato richiesto di concepire un evento interno, originale ed emotivamente coinvolgente, che ha avuto luogo nel pomeriggio di ieri.

L'evento ha preso le mosse da quello dello scorso anno - la musica come metafora dell’integrazione - cercando di fare, concettualmente, un passo avanti.
L’anno scorso abbiamo visto come le varie parti di un’orchestra siano chiamate a collaborare per costruire un’armonia complessiva: abbiamo quindi messo in luce il parallelismo tra l’orchestra e l’azienda - dove le diverse funzioni aziendali devono perseguire un unico obiettivo di business.
Tuttavia, un’azienda è molto di più di un corpo formato da molte membra: piuttosto, è fatta di tanti corpi (le Divisioni di Business), ognuno con le proprie membra (le varie funzioni, marketing, vendite, ecc.). Così, possiamo immaginare tante orchestre che dialogano tra di loro: quello che abbiamo fatto è stato, per l’appunto, raccontare questo dialogo, non limitandoci alla sola espressione musicale, ma sfruttando una messa in scena “teatrale” di questa integrazione.
L’integrazione è stata rappresentata “fisicamente” da due attori, che hanno recitato in costume d’epoca un immaginario dialogo tra Wolfgang A. Mozart ed il suo librettista Lorenzo Da Ponte, a proposito del “Don Giovanni” (dialogo scritto e gestito magistralmente da Gianni, che non ringrazierò mai a sufficienza): in questa opera, infatti, esiste un brano nel corso del quale il compositore fa dialogare tra loro ben quattro diverse orchestre.

Il messaggio è stato che è possibile (e opportuno) passare dall’armonia semplice rappresentata dall’orchestra da camera dello scorso anno, all’armonia complessa di varie orchestre che suonano tutte insieme per dar vita ad un livello superiore di complessità.

Credo che l'evento sia andato bene, a me è piaciuto molto. Purtroppo, nella concitazione dell'evento, nessuno di noi ha pensato a fare nemmeno una foto, perciò tutto quel che rimane è questo mio patchwork.


Come al solito, bisogna ringraziare prima di tutto il cliente, che si fida a lasciarci fare queste cose, magari un po' strane, ma senza dubbio "memorabili" (non ce le dimenticheremo in fretta).