Più bella che mai, con le sue gomme nuove. In compenso, io sono al verde!
PS Ho scoperto che c'è un sito che riunisce i fortunati possessori della mia bellissima moto. Magari un giorno di questi mi ci iscrivo...
30 giugno 2008
29 giugno 2008
Ieri, ultimo giorno a Berlino
Mattinata ancora impegnata in riunioni di lavoro.
Pomeriggio e serata con gli amici F. e C.
Prima al Pergamonmuseum, veramente incredibile.
Ara di Pergamo
Porte di Babilonia
E tanto, tanto altro.
Poi, cena in un posticino carino e tranquillo e giro in macchina per la città, davvero bella.
Notte agitata all'Arte Luise Kunsthotel. Il concetto è eccellente: camere arredate da artisti diversi a due passi dal centro, tariffe sostenibili. Quel che non emerge dal sito è che a Berlino la metropolitana non è sotto terra, anzi condivide con i treni la stessa sopraelevata. A un metro dalle finestre dell'hotel.
Camera
Finestra con rotaie
Treno
Non ho dormito un granché: dev'essere stata l'emozione di ritornare a casa...
Per fortuna, i bimbi hanno festeggiato alla grande il mio ritorno. Che bello riabbracciarsi!
Pomeriggio e serata con gli amici F. e C.
Prima al Pergamonmuseum, veramente incredibile.
Ara di Pergamo
Porte di Babilonia
E tanto, tanto altro.
Poi, cena in un posticino carino e tranquillo e giro in macchina per la città, davvero bella.
Notte agitata all'Arte Luise Kunsthotel. Il concetto è eccellente: camere arredate da artisti diversi a due passi dal centro, tariffe sostenibili. Quel che non emerge dal sito è che a Berlino la metropolitana non è sotto terra, anzi condivide con i treni la stessa sopraelevata. A un metro dalle finestre dell'hotel.
Camera
Finestra con rotaie
Treno
Non ho dormito un granché: dev'essere stata l'emozione di ritornare a casa...
Per fortuna, i bimbi hanno festeggiato alla grande il mio ritorno. Che bello riabbracciarsi!
27 giugno 2008
Oggi pomeriggio, riunioni delle Industry Practice
In diretta da Berlino
In questo momento, coadiuvato da Martin Hubert di Interone (che fa davvero fatica a strappargli la parola di tanto in tanto), Gianni sta tenendo il suo applauditissimo speech alla Summer Academy di Pleon. Quale migliore occasione per dimostrare l'efficacia di un blog nel coprire istaneamente ogni tipo di evento?
Ieri pomeriggio, visita al Reichstag
26 giugno 2008
Saluti da Berlino
Stamattina verso le 6 la fantastica cittadina dove abito appariva così, vuota.
Mi è sembrata anche meglio del solito, il senso di straniamento che provo normalmente pareva meno insano.
Ora sono arrivato a Berlino. Dal taxi ho visto questo.
Speriamo che il resto del soggiorno riservi qualche momento per vedere e fare altre cose interessanti.
Mi è sembrata anche meglio del solito, il senso di straniamento che provo normalmente pareva meno insano.
Ora sono arrivato a Berlino. Dal taxi ho visto questo.
Speriamo che il resto del soggiorno riservi qualche momento per vedere e fare altre cose interessanti.
24 giugno 2008
23 giugno 2008
22 giugno 2008
Un fine settimana torrido
Sabato, per cercare di sfuggire al caldo, abbiamo organizzato una gitarella ad Arona.
Pomeriggio a Busto, a festeggiare coi nonni il compleanno della mamma.
La fuga dal caldo di sabato non essendoci riuscita, oggi ce ne siamo andati in Formazza. Questo giglio selvatico era proprio lì, nel bel mezzo di un prato, che ci guardava.
Poi, grigliata con amici a Fondovalle e pomeriggio tranquillo, al fresco. Rientro a casa con 33 gradi per l'ora di cena, in tempo per vedere l'Italia uscire dagli europei. Amen.
Pomeriggio a Busto, a festeggiare coi nonni il compleanno della mamma.
La fuga dal caldo di sabato non essendoci riuscita, oggi ce ne siamo andati in Formazza. Questo giglio selvatico era proprio lì, nel bel mezzo di un prato, che ci guardava.
Poi, grigliata con amici a Fondovalle e pomeriggio tranquillo, al fresco. Rientro a casa con 33 gradi per l'ora di cena, in tempo per vedere l'Italia uscire dagli europei. Amen.
19 giugno 2008
Ieri, evento Web 2.1
Ieri verso sera abbiamo incontrato un po' di clienti e amici presso la nostra bellissima quasi-ex-sede. La presentazione è stata molto interessante e puntuale, con Gianni speaker eccellente ad affabulare l'audience. Lui stesso parla dell'incontro qui. La sua presentazione può essere "vista" qui.
Che cosa aggiungere: sono orgoglioso di essere parte di queste esperienze di web marketing, di cui TuttoVitamine non rappresenta che la punta dell'iceberg. Tanti sono i progetti che abbiamo realizzato in questi ultimi anni, molti quelli ai quali ho contribuito direttamente. Spero di farne ancora tanti altri, perché la cosa più bella è che facendoli mi sono anche divertito (anche se magari non proprio semprissimo...).
Che cosa aggiungere: sono orgoglioso di essere parte di queste esperienze di web marketing, di cui TuttoVitamine non rappresenta che la punta dell'iceberg. Tanti sono i progetti che abbiamo realizzato in questi ultimi anni, molti quelli ai quali ho contribuito direttamente. Spero di farne ancora tanti altri, perché la cosa più bella è che facendoli mi sono anche divertito (anche se magari non proprio semprissimo...).
18 giugno 2008
E' morto Mario Rigoni Stern
"Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato da tempo, è mancato lunedì 16, alla sera. I funerali si sono svolti ieri, in forma strettamente privata, nella piccola chiesa del centro dell'altopiano. C'erano la moglie Anna, i tre figli con i due nipoti ed il fratello Aldo dietro la bara, Nella cappella non più di 10 persone. Nessuna autorità e nemmeno amici del celebre autore autore del 'Sergente nella neve'.
Mario Rigoni Stern ha scritto pagine indimenticabili sulle sue montagne che amava e conosceva profondamente e ha raccontato in uno dei romanzi più letti del secolo scorso, la tragica ritirata degli italiani in Russia. "Il sergente nella neve", tradotto in diverse lingue e utilizzato in tutte le scuole italiane come testo di lettura, è una storia straordinaria frutto dell'esperienza personale dell'autore che partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare vivo. (...)
Rigoni Stern era nato ad Asiago il primo novembre del 1921. L'infanzia trascorsa nelle malghe dell'Altipiano, tra la gente di montagna, a contatto con i pastori, lui, Mario, una famiglia numerosa e di tradizione commerciale. Alpino, per scelta quando si arruola volontario alla scuola militaree di Aosta e la guerra non è all'orizzonte, viene chiamato alle armi nel '39 e la sua vita cambia per sempre. Impegnato nel fronte albanese, poi in quello russo, sperimenta la tragedia della ritirata, dell'abbondanono e della morte nella gelida neve e poi della deportazione. Ritorna, dopo due anni di lager, nel '45 all'Altipiano, e comincia a riversare nella scrittura la tragedia che ha vissuto in prima persona. 'Il sergente nella neve' lo pubblica grazie ad Elio Vittorini che lo segnala ad Einaudi. Negli anni '60 arrivera' poi 'I recuperanti' sceneggiatura per il film di Ermanno Olmi. Ma è lungo il silenzio tra 'sergente' e le altre opere. I racconti naturalistici de 'Il bosco degli urogalli' arrivano nel 1962. Tanti poi i suoi lavori e i suoi scritti apprezzati da critica e pubblico.'
Così riporta la notizia il sito de La Repubblica.
Pochi sanno del soggiorno che Rigoni Stern fece, nel 1939, nella "mia" amatissima Formazza. Così riporta nel racconto "L'ultima partita a carte", in "Racconti di guerra", Einaudi (2006).
"Dopo la metà di dicembre partimmo per il corso sciatori. La sede era stata scelta in Alta Val Formazza, a Forkulti, a più di duemila metri, a qualche chilometro dal confine con la Svizzera. Venimmo alloggiati nelle baracche degli operai che avevano lavorato alla costruzione delle dighe che, con l'invaso, avevano sommerso una frazione di Ponte. [Ndr: credo si tratti di Morasco]
Lassù per quaranta giorni fummo solo con la montagna."
Il racconto dell'avventura formazzina poi prosegue. Mi piace pensare di aver qualcosa in comune con lui. Così voglio ricordare Mario Rigoni Stern, che è stato capace davvero di farmi emozionare e commuovere con i suoi splendidi libri e mi ha aiutato a capire l'assurdità della guerra, insieme alla bellezza immensa e assoluta della montagna.
Postilla
Aggiungo che, per una strana coincidenza, oggi è morta anche l'attrice e danzatrice americana Cyd Charisse, di cui avevo parlato qui. Strana la vita.
Mario Rigoni Stern ha scritto pagine indimenticabili sulle sue montagne che amava e conosceva profondamente e ha raccontato in uno dei romanzi più letti del secolo scorso, la tragica ritirata degli italiani in Russia. "Il sergente nella neve", tradotto in diverse lingue e utilizzato in tutte le scuole italiane come testo di lettura, è una storia straordinaria frutto dell'esperienza personale dell'autore che partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare vivo. (...)
Rigoni Stern era nato ad Asiago il primo novembre del 1921. L'infanzia trascorsa nelle malghe dell'Altipiano, tra la gente di montagna, a contatto con i pastori, lui, Mario, una famiglia numerosa e di tradizione commerciale. Alpino, per scelta quando si arruola volontario alla scuola militaree di Aosta e la guerra non è all'orizzonte, viene chiamato alle armi nel '39 e la sua vita cambia per sempre. Impegnato nel fronte albanese, poi in quello russo, sperimenta la tragedia della ritirata, dell'abbondanono e della morte nella gelida neve e poi della deportazione. Ritorna, dopo due anni di lager, nel '45 all'Altipiano, e comincia a riversare nella scrittura la tragedia che ha vissuto in prima persona. 'Il sergente nella neve' lo pubblica grazie ad Elio Vittorini che lo segnala ad Einaudi. Negli anni '60 arrivera' poi 'I recuperanti' sceneggiatura per il film di Ermanno Olmi. Ma è lungo il silenzio tra 'sergente' e le altre opere. I racconti naturalistici de 'Il bosco degli urogalli' arrivano nel 1962. Tanti poi i suoi lavori e i suoi scritti apprezzati da critica e pubblico.'
Così riporta la notizia il sito de La Repubblica.
Pochi sanno del soggiorno che Rigoni Stern fece, nel 1939, nella "mia" amatissima Formazza. Così riporta nel racconto "L'ultima partita a carte", in "Racconti di guerra", Einaudi (2006).
"Dopo la metà di dicembre partimmo per il corso sciatori. La sede era stata scelta in Alta Val Formazza, a Forkulti, a più di duemila metri, a qualche chilometro dal confine con la Svizzera. Venimmo alloggiati nelle baracche degli operai che avevano lavorato alla costruzione delle dighe che, con l'invaso, avevano sommerso una frazione di Ponte. [Ndr: credo si tratti di Morasco]
Lassù per quaranta giorni fummo solo con la montagna."
Il racconto dell'avventura formazzina poi prosegue. Mi piace pensare di aver qualcosa in comune con lui. Così voglio ricordare Mario Rigoni Stern, che è stato capace davvero di farmi emozionare e commuovere con i suoi splendidi libri e mi ha aiutato a capire l'assurdità della guerra, insieme alla bellezza immensa e assoluta della montagna.
Postilla
Aggiungo che, per una strana coincidenza, oggi è morta anche l'attrice e danzatrice americana Cyd Charisse, di cui avevo parlato qui. Strana la vita.
17 giugno 2008
Una visita guidata (Alan Bennett)
Mi è capitato recentemente di leggere un minuscolo libercolo, scritto da un autore che mi piace molto, l’Alan Bennett di Nudi e Crudi (2001) e La cerimonia del massaggio (2002). Si tratta del testo di una conferenza del 1993, in cui l’autore parla del proprio rapporto con la pittura e con l’arte. Mi è piaciuto, perché affronta un tema che mi interessa molto, quello del rapporto tra individuo e arte. Dice, tra molto altro:
“Se da giovane mi avessero chiesto di esprimere a parole la mia reazione di fronte ai dipinti, avrei detto che mi piacevano quelli che emanavano una sorta di aura. L’aura è ciò che mi spingeva ad attraversare una stanza per andare a guardare un quadro e (lo dico con qualche imbarazzo) mi faceva venir voglia di portarmelo a casa. (...)
Tecnicamente (...) l’aura ha spesso a che fare con le numerose stesure di colore, che danno profondità al dipinto. A volte si deve al fatto che i toni cromatici sono molto vicino tra loro; in ogni caso, io posso solo dire che quando la vedo la riconosco. Lo so che sul piano intellettuale questo criterio vale poco e non è comunicabile, ma per fortuna (...) in [uno] scorcio degli anni Sessanta mi resi conto che la pittura si può apprezzare da un’altra prospettiva. E fu così che cominciai ad interessarmi alla storia dell’arte. (...)
Scoprire (...) che i dipinti potevano essere decodificati [(...) grazie all’iconografia, che consiste nel dischiudere i significati di un’immagine (...)], che erano anche esperienze intellettuali e non solo estetiche mi confortò parecchio. (...)”
Ecco, io mi sento un po’ così: fermo all’aura.
E ancora:
(...) Guardare quadri è uno strano miscuglio di pubblico e privato. È una cosa pubblica ma non collettiva - come ad esempio può essere il teatro. Siamo felici quando andiamo a teatro e lo troviamo pieno, ma preferiamo che un museo sia, se non completamente vuoto, almeno non affollato. Perché se il luogo è pubblico, l’esperienza è privata; le altre persone non vi contribuiscono come accade, invece, a teatro o al cinema. Al museo non si fa parte di un pubblico o di una comunità. Può essere piacevole aver qualcuno con cui condividere la visione di un quadro e magari parlarne, ma nessuno vuole andare oltre. (...)”
Su questo sono proprio d’accordissimo.
Alan Bennett, Una visita guidata, Adelphi 2008
“Se da giovane mi avessero chiesto di esprimere a parole la mia reazione di fronte ai dipinti, avrei detto che mi piacevano quelli che emanavano una sorta di aura. L’aura è ciò che mi spingeva ad attraversare una stanza per andare a guardare un quadro e (lo dico con qualche imbarazzo) mi faceva venir voglia di portarmelo a casa. (...)
Tecnicamente (...) l’aura ha spesso a che fare con le numerose stesure di colore, che danno profondità al dipinto. A volte si deve al fatto che i toni cromatici sono molto vicino tra loro; in ogni caso, io posso solo dire che quando la vedo la riconosco. Lo so che sul piano intellettuale questo criterio vale poco e non è comunicabile, ma per fortuna (...) in [uno] scorcio degli anni Sessanta mi resi conto che la pittura si può apprezzare da un’altra prospettiva. E fu così che cominciai ad interessarmi alla storia dell’arte. (...)
Scoprire (...) che i dipinti potevano essere decodificati [(...) grazie all’iconografia, che consiste nel dischiudere i significati di un’immagine (...)], che erano anche esperienze intellettuali e non solo estetiche mi confortò parecchio. (...)”
Ecco, io mi sento un po’ così: fermo all’aura.
E ancora:
(...) Guardare quadri è uno strano miscuglio di pubblico e privato. È una cosa pubblica ma non collettiva - come ad esempio può essere il teatro. Siamo felici quando andiamo a teatro e lo troviamo pieno, ma preferiamo che un museo sia, se non completamente vuoto, almeno non affollato. Perché se il luogo è pubblico, l’esperienza è privata; le altre persone non vi contribuiscono come accade, invece, a teatro o al cinema. Al museo non si fa parte di un pubblico o di una comunità. Può essere piacevole aver qualcuno con cui condividere la visione di un quadro e magari parlarne, ma nessuno vuole andare oltre. (...)”
Su questo sono proprio d’accordissimo.
Alan Bennett, Una visita guidata, Adelphi 2008
16 giugno 2008
Italia-Francia 2-0
15 giugno 2008
E così le nostre vacanze sono finite
Ieri mattina abbiamo raccolto i nostri bagagli e lasciato, senza rimpianti, il Villaggio Turistico Tibiceco di Pedàso, davvero inadatto agli amanti del silenzio. L'ho già accennato ma lo ripeto: a valle strada statale più ferrovia (trafficata), a monte autostrada. Naturalmente dal sito internet è impossibile capire dove il villaggio sia locato, ma tant'è...
Abbiamo passato la mattina a fare il giro del promontorio del Conero, davvero bellissimo, fermandoci a fare il bagno nella bellissima spiaggia Urbani di Sirolo, "una incantevole spiaggia di ghiaia e sassi a forma di mezzaluna, incastonata fra una grotta e un'alta rupe protetta da una barriera semicircolare di scogli. L'odore pungente dei pini, l'arenile vasto e attrezzato con stabilimeti balneari, le acque pulite, fanno di questa baia un angolo unico, premiato più volte dalla Bandiera Blu."
Anche il panorama dall'alto vale la pena di essere visto.
Poi, nel pomeriggio ci siamo trasferiti a casa del mio amico Paolo, che ha lasciato la vita di città per aprire con la sua compagna Lizzie un Bed & Breakfast nei pressi di Urbania. Il posto è davvero stupendo, immerso nel verde e nel silenzio in cima ad una collina: invito tutti ad andare di persona a visitarlo!
Io e Paolo, poi, non ci vedevamo da una ventina d'anni e siamo stati davvero felici di poterci riabbracciare. Ricordi a fiumi. Che bellezza.
Spero di poterne riparlare prestissimo.
Abbiamo passato la mattina a fare il giro del promontorio del Conero, davvero bellissimo, fermandoci a fare il bagno nella bellissima spiaggia Urbani di Sirolo, "una incantevole spiaggia di ghiaia e sassi a forma di mezzaluna, incastonata fra una grotta e un'alta rupe protetta da una barriera semicircolare di scogli. L'odore pungente dei pini, l'arenile vasto e attrezzato con stabilimeti balneari, le acque pulite, fanno di questa baia un angolo unico, premiato più volte dalla Bandiera Blu."
Anche il panorama dall'alto vale la pena di essere visto.
Poi, nel pomeriggio ci siamo trasferiti a casa del mio amico Paolo, che ha lasciato la vita di città per aprire con la sua compagna Lizzie un Bed & Breakfast nei pressi di Urbania. Il posto è davvero stupendo, immerso nel verde e nel silenzio in cima ad una collina: invito tutti ad andare di persona a visitarlo!
Io e Paolo, poi, non ci vedevamo da una ventina d'anni e siamo stati davvero felici di poterci riabbracciare. Ricordi a fiumi. Che bellezza.
Spero di poterne riparlare prestissimo.
13 giugno 2008
Saluti da Loreto
12 giugno 2008
Saluti dalle Grotte di Frasassi
Da ieri pomeriggio continua a piovere, ma noi non ci siamo certo persi d'animo. Oggi, anzi, abbiamo fatto una gita stupenda, cominciata la mattina con la visita alle fantastiche e monumentali Grotte di Frasassi. Davvero da restare a bocca aperta.
Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata fini all'altrettanto meraviglioso Eremo di Santa Maria infra Saxa (dell'XI secolo) e al Tempietto del Valadier (dell'800), che si trova incastonato nella medesima grotta nella montagna.
Prima di ripartire, visita finale all'Abbazia di San Vittore alla Chiuse, splendido esempio di romanico puro a pianta centrale a croce greca. Annesso, museo speleo-paleo-archeologico.
Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata fini all'altrettanto meraviglioso Eremo di Santa Maria infra Saxa (dell'XI secolo) e al Tempietto del Valadier (dell'800), che si trova incastonato nella medesima grotta nella montagna.
Prima di ripartire, visita finale all'Abbazia di San Vittore alla Chiuse, splendido esempio di romanico puro a pianta centrale a croce greca. Annesso, museo speleo-paleo-archeologico.
11 giugno 2008
Saluti da Fermo
10 giugno 2008
09 giugno 2008
Saluti dalle Marche
Il villaggio che abbiamo scelto via Internet non è un granché, schiacciato com'è tra la Statale Adriatica e la ferrovia da una parte e la collina dall'altra. La nostra villetta è carina, ma la spiaggia è davvero un fazzolettino.
Giolo ha costruito una trappola di granchietti schiattati per Indiana Jones.
In compenso, per non farci mancare niente, oggi Giometti è caduto in piscina e si è procurato una lacerazione al cuoio capelluto. Pomeriggio al pronto soccorso e tre punti in testa.
Però i due bimbi alla fine erano contenti lo stesso, perché hanno rimediato un bel regalone da Toys.
Io sono invecchiato di altri 10 anni, soprattutto quando hanno messo i punti al bambino senza anestesia: lui, però, è un vero duro e non ha versato nemmeno una lacrima. Bravo Giomo!
Giolo ha costruito una trappola di granchietti schiattati per Indiana Jones.
In compenso, per non farci mancare niente, oggi Giometti è caduto in piscina e si è procurato una lacerazione al cuoio capelluto. Pomeriggio al pronto soccorso e tre punti in testa.
Però i due bimbi alla fine erano contenti lo stesso, perché hanno rimediato un bel regalone da Toys.
Io sono invecchiato di altri 10 anni, soprattutto quando hanno messo i punti al bambino senza anestesia: lui, però, è un vero duro e non ha versato nemmeno una lacrima. Bravo Giomo!
06 giugno 2008
Saluti da Varese
05 giugno 2008
Gita di fine anno all'Archeopark di Boario Terme
Ieri la classe di Giolo è andata in gita all'Archeopark di Boario Terme.
La visita è stata nello stesso tempo istruttiva e molto divertente. Assistiti dagli insegnanti e dagli animatori, i bimbi hanno potuto usare il trapano a volano e quello ad arco inventati migliaia di anni fa, macinare il grano, fare frottages di incisioni su roccia e misurarsi nel tiro con l’arco. Ecco un po' di foto originali scattate da Giolo in persona.
Malgrado il tempo, davvero una bellissima giornata! E, sulla strada del rientro, non sono mancate le occasioni di divertirsi, facendo le facce!
La visita è stata nello stesso tempo istruttiva e molto divertente. Assistiti dagli insegnanti e dagli animatori, i bimbi hanno potuto usare il trapano a volano e quello ad arco inventati migliaia di anni fa, macinare il grano, fare frottages di incisioni su roccia e misurarsi nel tiro con l’arco. Ecco un po' di foto originali scattate da Giolo in persona.
Malgrado il tempo, davvero una bellissima giornata! E, sulla strada del rientro, non sono mancate le occasioni di divertirsi, facendo le facce!
Iscriviti a:
Post (Atom)